
Grandi discussioni sui temi della legalità e della sicurezza, legati in particolare alla vicenda dell’uccisione di Giovanna Reggiani.
Può essere utile per prima cosa, ai fini di una riflessione maggiormente equilibrata, dare un’occhiata ai dati ufficiali sull’andamento generale della criminalità nel nostro Paese.
Chi desiderasse un’informazione dettagliata su una vicenda esemplare, può seguire l’attività svolta dal Circolo Pasolini di Pavia.
Per intanto propongo alcuni tra i tanti articoli usciti in rete in questi giorni.
Qui è possibile leggere la voce di alcune donne.
E qui si possono leggere finalmente le novità sui progetti dello Stato italiano!
Romania fa rima con etnia?
di Valerio Evangelisti
L’identità dei rumeni è tale da rendere difficoltose le campagne d’odio razziste cui siamo ormai abituati. Sono di pelle bianca. Sono in maggioranza di fede cristiana (sia pure nelle variante greco-ortodossa). Parlano una lingua che discende in linea diretta dal latino. Fanno parte dell’Unione Europea.
Non si possono applicare loro, insomma, i consueti alibi che giustificano il razzismo dilagante in questa porcheria di paese: lo “scontro di civiltà”, la “lotta al terrorismo”, la differenza di culture, e via delirando. I rumeni si chiamano così proprio per l’impronta lasciata loro dall’annessione a Roma – ammesso che simili argomenti abbiano un senso. Continua
Ancora sui rumeni in Italia e sugli italiani in Romania
di Wu Ming, Lello Voce e Nevio Galeati
Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi – se non peggio, perché in quel caso non c’era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda. Siamo andati a ripescare gli articoli di allora: governo Prodi, Veltroni vicepremier, fiumi di inchiostro sul popolo di sinistra che si scopre razzista e tutto sommato non diverso dall’elettorato della Lega Nord, un decreto xenofobo varato su pressione del centrodestra e condannato dalla comunità internazionale (in quel caso la possibilità, per la nostra Marina, di bloccare navi albanesi anche fuori dalle acque territoriali italiane), infine una strage (terribile, più di cento albanesi morti annegati nel canale d’Otranto, quasi certamente speronati da una nave italiana, caso immediatamente insabbiato e rimosso dalla coscienza collettiva). Continua
Cittadini o clienti?
Note a margine della “questione romena”
di Andrea Bajani
Tutte le volte che uno zingaro entra in un bar o in un ristorante, istintivamente mi viene da cercare con lo sguardo il padrone del locale. Se è dietro il bancone si asciuga le mani, posa lo straccio, aggira il bancone e poi porta lo zingaro fuori. Me li guardo sfilare accanto, vedo il gestore aprire la porta, spingere lo zingaro fuori e tornare dietro il bancone. Qualche volta dice “Sono tutti così”. Continua
Fuori dalle palle tutti i rumeni!
di Gianni Biodillo
Gli slittamenti linguistici, i lapsus, sono sempre molto più indicativi di quello che sembrano. Da un paio di mesi a questa parte su tutti i quotidiani non esistono più i rumeni (con la “u”, come correttamente dovrebbe essere) ma i romeni (con la “o”). All’improvviso dotti laureati in lettere, i nostri amati giornalisti – sempre così proni di fronte al potere costituito o agli umori della piazza – hanno dimenticato il vocabolario preferendo, “creativamente”, una vocale ad un’altra. Di modo che, neppure troppo sottotraccia, si dia la percezione che i rumeni siano, anche linguisticamente, tutti rom-eni. Rom. Zingari. Mostri, insomma. Continua
Chi ruba i bambini a chi?
di Antonio Moresco
Leggo sul Corriere della sera di oggi, in un articolo intitolato “Togliamo ai genitori i bimbi che chiedono l’elemosina”, che il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, uomo di sinistra e a capo di un’amministrazione di sinistra, è deciso a strappare alle loro famiglie i bambini rom sorpresi nell’accattonaggio. Nell’articolo sono esposte le ragioni, che sono un capolavoro di ipocrisia e che dimostrano quale spaventosa torsione sia avvenuta in questi ultimi anni, sotto gli occhi di tutti, nella nostra società e nella sua rappresentanza politica. Continua